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Sui “passi falsi del personaggio” – scrive l’editorialista del Sole 24 Ore Stefano Folli a proposito di Oscar Giannino e il finto master – “potrà pronunciarsi uno psicologo”.

Forse è giusto sia così, perché dietro sembra esserci uno psicodramma: il giovanetto di Mirafiori, quartiere operaio nella Torino del boom industriale, che diventa un economista liberista studiando nella città dei Chicago Boys, un Gordon Gekko cresciuto tra le tute blu con accenti pugliesi, era un’ottima base per uno storytelling eccellente. Altro che Berlusconi che si è fatto da solo con un padre bancario.

Lui, da Mirafiori alla Chicago Booth School of Business, era un modello di meritocrazia, la qualità che tanto manca all’Italia, una qualità molto predicata in questi anni dal giornalista economico e liberista Giannino.

Era tutta una balla, lui era l’unico a saperlo fino a poco tempo fa, ma ci credeva davvero. Se lo doveva ripetere come un mantra “Ho un master in finanze pubbliche a Chicago, ho un master in finanze pubbliche a Chicago…”. Training autogeno per crederci e risultare credibile e convincente. Poi uno dei suoi migliori alleati, Luigi Zingales, professore in quell’ateneo, se ne accorge e lo sputtana platealmente e la balla s’affloscia come il soufflé uscito male.

Prima Giannino si discolpa dicendo a La Repubblica del 19 febbraio:

Non ho titoli accademici. Ho studiato a Chicago, ma er i fatti miei, anche se è la mia scuola di riferimento.

Ma non ha studiato neanche lì, come rivelano le discussioni di alcuni utenti di Wikipedia che hanno curato la sua pagina e fatto delle verifiche alla Chicago Booth (vedi l’articolo di Wired). Poi all’Ansa svela una parte delle verità:

Mi sono state attribuite online lauree e master a Chicago. Sono cose messe lì da internet, non ho queste due lauree, il mio gravissimo errore è stato non essermene accorto

Insomma, qualcuno, a sua insaputa, ha scritto che lui ha una laurea in giurisprudenza e un master a Chicago così, tanto per fare. Su Il Fatto del 20 febbraio un articolo dimostra invece che lui ha dichiarato in varie occasioni pubbliche di avere il master, ma anche di aver superato il concorso da magistrato rifiutando. Insomma, sono tante le balle che Giannino ha inventato credendoci e dichiarandole con convinzione, così da essere credibile. Ma c’è un’altra cosa che mi scolvoge e mi dà fastidio, ed è una delle sue ultime dichiarazioni:

il curriculum sbagliato sul sito dell’istituto Bruno Leoni è dovuto ad un giovane stagista che ha preso e messo dentro quanto trovato su Wikipedia

Possiamo vedere in ordine:

  • Giannino dà la responsabilità a un suo sottoposto, brutto vizio della classe dirigente a cui Giannino non è immune;
  • Giannino e nessun altro all’Istituto Bruno Leoni controlla ciò che fa il sottoposto, brutto vizio della classe dirigente a cui Giannino non è immune (bis);
  • lo stagista deputato a scrivere la mini biografia per il sito non ha neanche osato disturbare direttamente il suo superiore e i colleghi principali per avere informazioni dirette, di prima mano, su Giannino;
  • le informazioni erano addirittura prese dalla pagina di Wikipedia, ma dubito che l’ego smisurato di Giannino non l’abbia mai spinto a vedere cosa c’è scritto sotto la sua voce nella principale enciclopedia on-line del mondo e quindi a correggerla;
  • resta altamente probabile che però lo stagista avesse una laurea, e Giannino no.
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