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Nel settore del giornalismo esistono dei personaggi che hanno del fenomenale. Esistono giornali che nascono e nel giro di qualche mese sono già morti. Uno di questi è Pubblico, su cui ancora, a distanza di tempo dalla chiusura, non ho scritto nulla. L’amministratore delegato era Tommaso Tessarolo, che era pure a capo di Current Tv, la tv di Al Gore la cui esperienza italiana è finita male. A mia memoria posso pure ricordare il fallimento del quotidiano Clandestino preceduto dalla misera fine di un quotidiano sportivo, Dieci, legato agli stessi editori (che nell’aprile 2010 fu arrestato per bancarotta Gian Gaetano Caso). Sono progetti che falliscono perché né editori né direttori hanno una cultura manageriale capace di creare un prodotto che sappia stare sul mercato, ma in certi casi falliscono perché dietro c’è una sorta di natura criminale e di irresponsabilità nei confronti di lavoratori e fornitori.

Ora tra questi personaggi potremmo mettere pure Leonardo Boriani, ex direttore de la Padania che ha fondato qualche mese fa il giornale on-line ilVostro.it e che ora ha abbandonato tutto e tutti. Una valida penna come Michele Anselmi (uno che, secondo me, non ha mai trovato degnamente spazio in nessuna redazione nonostante l’ironia e l’esperienza), segnala la disastrosa situazione, poi ripresa da Vittorio Pasteris sul suo blog. Da Lo Spiffero vengo a sapere che ora, questo datore di lavoro che non paga i suoi lavoratori, sta per andare a dirigere un altro giornale, il Nord Ovest, quotidiano politico ed economico del Piemonte nato pochi mesi fa e finora diretto da Gianni Pintus. Alcuni giornalisti affermati a Torino a sentire il suo nome storcevano il naso. Ora a storcerlo sono altri. Da fonti certe so che i collaboratori continuativi, a cui all’inizio dell’esperienza è stato promesso un contratto, non sono mai stati pagati. Vengono così confermati i dubbi di quanti, nel settore giornalistico di Torino, pensavano al Nord Ovest come a un giornale nato solo per questa campagna elettorale. E poi? I lavoratori a casa, mentre i direttori continueranno a girare e a far danni.

Le istituzioni del mondo giornalistico italiano, l’Ordine dei giornalisti e l’ente di previdenza Inpgi, insieme ai sindacati, cosa aspettano ad agire?

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