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much ado about nothingFa strano pensare che un partito progressista e riformista come è – o vorrebbe essere – il Partito democratico, al termine delle elezioni primarie abbia scelto il suo segretario Pierluigi Bersani come candidato premier. Tra tutti i candidati, fatta eccezione di Bruno Tabacci, Bersani rappresenta il vecchio, l’usato garantito”, la classe politica che negli scorsi venti anni non è stata in grado di contrastare Silvio Berlusconi e che è stata unita solo perché l’avversario si chiama(va) Berlusconi.

Ora i sostenitori di Bersani, ma anche molti di quelli che sostenevano Nichi Vendola, per far sì che il segretario vincesse contro il rottamatore Matteo Renzi hanno utilizzato un argomento, un vecchio argomento: Renzi è come Berlusconi, l’uomo nuovo che propone idee liberiste, populiste e ha un ottimo apparato comunicativo.

Lo spauracchio è servito. A un centro-sinistra (teoricamente progressista e riformista) così, che come scrivevo prima è stato unito per anni nell’antiberlusconismo e nella conservazione, ora è bastato mostrare l’immagine di un nuovo Berlusconi per riunirsi e conservarsi, manentersi. Sbagliando alcune cose. Una cosa è – come già fatto in passato – il giudicare negativamene chi sa comunicare bene e in maniera contemporanea come se la comunicazione nascondi necessariamente un vuoto di idee. E qui arriviamo alla seconda: mostrare Renzi come l’uomo nuovo e vuoto di idee. A parte il fatto che non è proprio nuovo nuovo, Renzi è stato uno che a 29 anni era presidente della Provincia di Firenze e quattro anni dopo sindaco di Firenze. Una progressiva carriera di degno rispetto.

https://i0.wp.com/i968.photobucket.com/albums/ae166/Billiam012/Blog/human20evolution.jpgUn ballottaggio con due qualsiasi tra Nichi Vendola, Laura Puppato e Matteo Renzi avrebbero permesso un ricambio certo. Non parlo di nuovismo. (Parlo di ricambio, naturale e fisiologico come dovrebbe avvenire nell’arco di venti anni). Nello scontro tra Renzi e Bersani la possibilità di cambiare era 50-50. Quindi ritengo che ancora una volta i partiti del centro-sinistra e i suoi sostenitori abbiano votato per la conservazione peggiore. E pensare che poi si passano anni a dire: “Ah, negli Stati uniti il presidente ha x anni, in Italia siamo a 2x”, “In Italia sono sempre le solite facce, non cambiano mai”. Ecco, ora avete confermato Pierluigi Bersani e con lui tutte le Rosybindi e gli inciuci con Casini. Una situazione che è una via di mezzo tra il “Tutto cambia affinché nulla cambi” e il “Tanto rumore per nulla”. Auguri.

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