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Per carità, sono solo coincidenze. Però fa sorridere il fatto che sia il Barcellona (in casa ieri), sia il Real Madrid (fuori casa, oggi), siano stati eliminati dalla Champions League il giorno dopo il passaggio del pm Raffaele Guariniello in Spagna. Un viaggio di quasi ventiquattro ore in treno da Torino a Madrid via Parigi. Proprio il procuratore che ha messo sotto accusa la Juventus per doping è andato a dire agli spagnoli che l’abuso di sostanze dopanti dovrebbe essere considerato un reato, come avviene in Italia, e che è molto più difficile trovare un pentito nel mondo del calcio anziché nel mondo mafioso (in questo articolo però il cronista sbaglia una cosa: Guariniello non è esperto nell’indagare sul crimine organizzato).

Ma perché Guariniello era in Spagna? Perché è stato invitato dal quotidiano sportivo As a parlare di lotta al doping, su cui la Spagna è un po’ indietro e, soprattutto, non ha un’immagine linda. Gli sportivi spagnoli negli ultimi anni hanno sbancato nel calcio, nel tennis e nel ciclismo, e già questo attira le malelingue e le dicerie. Se poi vediamo che, dopo tutti i suoi successi, Alberto Contador è stato condannato per doping, allora i dubbi aumentano. Ora la Spagna, che vuole ospitare le Olimpiadi del 2020, vuole mettersi in regola con la lotta al doping (fonte). Che non abbiano già iniziato a ripulirsi?

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