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Qualche settimana fa mio padre mi raccontava di quando nella Bologna di fine anni Settanta i cineforum proiettavano il film di Giuliano Montaldo, “Sacco e Vanzetti“, con Gianmaria Volonté, la storia di due anarchici italiani ingiustamente accusati di due omicidi e condannati di morte. “La gente urlava in sala, gridava ‘Bastardi’. Gli spettatori erano arrabbiati, ma veramente”, ricordava mio padre.

Dopo aver letto il libro, molto interessante, di Marco Imarisio, “La Ferita –  Genova 2001-2011. Cronache da un sogno infranto” e in attesa di vedere il film “Diaz – Don’t clean up this blood“, penso che nelle sale italiane possano ripetersi quelle scene raccontate da mio padre. Forse fa parte del ritorno al cinema d’impegno, con film recenti come “Romanzo di una strage” e “A.C.A.B.“. Certo, non abbiamo più gli Elio Petri e i Volonté, però a vedere le reazioni e le polemiche, aiutano a riflettere.

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