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Nonostante abbia messo un piede dentro il mondo del giornalismo ancora mi stupisco di certi fenomeni. Prendiamo questo caso: è morta Cita, lo scimpanzé di Tarzan. Aveva 80 anni.
Una notizia che Lillo e Greg su Radio2 farebbero commentare al grande capo Estiqaatsi, che la liquiderebbe con un semplice “Estiqaatsi”. E invece in televisione, internet e addirittura sull’autorevole carta stampata c’è gente che le dedica attenzione e ci perde tempo. Ora ci sto perdendo tempo io a commentare una cosa inutile. Purtroppo è una spirale, ma vale la pena farlo per capire in che stato siamo noi giornalisti.

Innanzitutto bisogna fare delle distinzioni. Cita può indicare Cheeta o Cheetah, con l’H finale. E poi perché semplicemente controllando su Wikipedia la lista degli scimpanzé che hanno interpretato il ruolo si possono avere dei dubbi. La scimmia di Tarzan è morta? Sì, ma quale? La prima? No. La più vecchia, forse. Quindi notizia incerta.

Controllando i dati sulla vita media di questa specie si nota che è impossibile che arrivino a 80 anni. Sull’Encyclopaedia Britannica si legge:

The longevity of chimps is about 45 years in the wild and 58 in captivity

Insomma, al massimo può arrivare a 58 anni se vive in cattività, curata come si deve. Altro che 80 anni. Ma la stessa Encyclopaedia cade in un errore (che su Wikipedia non c’è, anzi! Punto a favore di Wikipedia).

older individuals have been documented. For example, Cheetah the chimpanzee, an animal actor from the Tarzan movies of the 1930s and ’40s, was reported to have lived approximately 80 years.

Questa affermazione si basa su un bluff. E arriviamo al punto H. La scimmia morta è Cheetah, ma esiste anche Cheeta, che ha avuto una storia molto simile. Di quest’ultima si diceva fosse nata nel 1929, ma qualche anno fa Richard Dean Rosen, giornalista e scrittore, incaricato di scrivere la biografia di Cheeta, ha fatto qualche controllo sui dati e sui racconti della vita di questa scimmia arrivando a una conclusione: era impossibile stabilire la sua data di nascita, impossibile stabilire come sia arrivata negli Usa perché i racconti dei padroni erano sbagliati. Capì solo che non era quella la scimmia che recitò accanto a Johnny Weissmuller. E quindi lo disse apertamente sul Washington Post Magazine, rischiando di perdere la commissione, per un semplice motivo:

I had to be protected against the possibility that, if I published a biography of the world’s oldest chimpanzee, someone would make a fool out of me, my reputation, my publisher, Cheeta, his owner, and the agent by proving he was not 75.

Per non perderci la faccia ha fatto qualche controllo scrupoloso su queste stranezze legate all’età. E la stessa cosa l’hanno fatta alcuni giornalisti, i soliti americani. Si chiama fact-checking. Alcuni esperti interrogati in materia e lo stesso Rosen dubitano fortemente che Cheetah possa essere stata la scimmia di Tarzan per la semplice questione anagrafica. Daniel Cobb, direttore del centro in cui Cheetah abitava, il Suncoast Primate Sanctuary a Palm Harbor, afferma che tutta la documentazione è andata in fumo a causa di un incendio del 1995.

E con ciò? Sarebbe opportuno farsi cogliere dai dubbi e cestinare la notizia, senza dedicarle troppa attenzione e troppo tempo. E perché ce ne ho dedicato io a leggere, tradurre, sintetizzare? Perché forse bisogna fare attenzione a certi bluff e truffe, evitando di vendere ai lettori e agli spettatori storie false e evitando di lavorare come giornalisti-scimpanzé.

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