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Inutile anche le indicazioni date ai familiari dai numerosi sensitivi a cui disperatamente si erano rivolti.

Ieri, leggendo su La Repubblica a pagina 27 l’articolo di Meo Ponte sul ritrovamento della salma di Mike Bongiorno, ho riflettuto su questa frase. Qualcuno potrebbe dire: “Perché pubblicare un’informazione inutile?”. Per me invece è assolutamente necessaria.

In Italia, nel 2010, c’è ancora gente che si rivolge ai “sensitivi”, ai negromanti, ai lettori di carte e palle di vetro. Basta compiere una semplice ricerca di Google per vedere che in certi casi di cronaca nera accaduti nelle province, o peggio ancora nei paesini dispersi, si pensa di risolvere misteri affidandosi a persone così. Lì dove non arrivano i carabinieri della locale stazione e un sostituto procuratore di una piccola procura di provincia arrivano i famosi Ris per le indagini scientifiche e con loro strani personaggi in cerca di fama a cui qualcuno dà anche un certo credito: i familiari, i compaesani, le casalinghe di Voghera che guardano “Quarto grado“, a volte anche gli inquirenti stessi.

Dicevo che basta una semplice ricerca su Google. Provate a inserire “sensitivo” seguito dal nome di una vittima nota: Yara Gambirasio, Sarah Scazzi, tanto per nominare una delle ultime. A Bergamo una sensitiva arrivata da Roma è stata accompagnata da una guardia forestale in una zona per le sue percezioni. Si può provare anche a fare la ricerca con casi di pochi anni fa, come l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco o quello di Meredith Kercher a Perugia. Su tutti questi luoghi del delitto arrivava o un sensitivo o le sue intuizioni. E che dire della seduta spiritica fatta per trovare il covo delle Brigate Rosse in cui era nascosto Aldo Moro? Quello è un caso di 33 anni fa. Oggi siamo nel 2011, a poche settimane dal 2012, e ancora viene dato rilievo alle intuizioni, anche fuorvianti, di folli.

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