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Non sopporto Michele Santoro, la sua arroganza, la sua saccenza. Guardo i suoi programmi, perché ha un ottimo team di giornalisti capaci di trovare e raccontare storie molto interessanti, e ben documentate.

Trovo che sia ottima l’idea di fare un programma – e poi una televisione – dissociate dal duopolio Mediaset-Rai. Impossibile anche fare i suoi programmi su La7 (rete di Telecom Italia. Qui Santoro ha abbandonato le trattative a fine giugno scorso) e su Sky: troppi gli interessi economici in gioco. Se uno vuole veramente sentirsi libero di trattare certi argomenti (e ha la forze e le capacità per trattare certi temi complessi), allora può anche ideare di scardinare questo sistema mediatico-informativo.

Il problema però è giunto quando questo programma è stato lanciato. Ora, tralasciando l’antipatia che provo nei confronti di Santoro, ho pensato “Ma con che faccia lo fa?” quando ha chiesto – sul sito Servizio Pubblico – dieci euro agli spettatori, un invito da estendere “tra tutti i vostri amici, tra tutti i vostri conoscenti, tra tutti i parenti, anche tra coloro che magari non sanno usare internet”.

Io, a uno che ha così tanti soldi, a uno che si è sempre vantato di aver raccolto palate di soldi di inserzioni pubblicitaria con cui manteneva la Rai, a uno che si fa affiancare dal network di Sandro Parenzo, ecco, a uno così dieci euro non glieli do. E purtroppo come me la pensano anche Francesco Borgonovo di Libero, che gli consiglia di andare a fare una colletta a Capri e altre cose, e Marianna Rizzini de il Foglio (quel giornale diretto da uno che ha fatto perdere costantemente spettatori e pubblicità da quando andava in onda dopo il tg, tanto da spostarlo poi in un orario meno dannoso, avete presente?). Certo, questi sono giornalisti di giornali vicino a Silvio Berlusconi, abituati a fare un servizio pubico con le loro leccate. Apprezzerei queste critiche contro il conformismo populista se arrivassero da giornali diversi, che potrebbero dimostrarsi un po’ controcorrente.

E apprezzerei maggiormente se questa sorta di azionariato sociale per l’informazione non arrivasse da Santoro, ma da Milena Gabanelli e la sua squadra di Report, che invece hanno stretto un patto col giornale dei poteri forti e della borghesia, il Corriere della Sera per il canale web Report-Time. A lei, se avesse voluto fare un programma indipendente, avrei dato anche venti euro.

Ah, mi raccomando: se fate un bonifico a Santoro poi “conservate la ricevuta“.

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