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Tragicommedia di un uomo solo in quattro atti
Atto III

Smafrarsi e ingarrarsi, ubriacarsi e combinare*, to get drunk and to fuck. Henry Charles Albert David di Windsor può essere considerato a pieno diritto uno dei nostri, uno degli “uomini soli”, e anche lui è un degno esponente dello strateggismo sentimentale. Il campione mondiale di binge drinking e gaffes royales ha dato il meglio di sé venerdì al royal wedding, di cui si è già parlato troppo. Per cui vi chiedo di resistere un po’ e leggere le avventure di Harry al matrimonio. Terza puntata.

Alla cena dei cretini – Anche alla cena a Harry va male. Hanno assegnato i posti a tavola in base all’arrivo alla cattedrale. Harry si trova ancora circondato dai paggetti, al tavolo con loro. E loro l’hanno preso troppo in simpatia e ora non lo mollano più. Grace gli si è seduta sulle ginocchia e non la smette di sputargli l’acqua addosso. Il bimbetto biondo gli lancia il cibo con una catapulta composta dalla forchetta, mentre un’altra fa: “Indovina un po’ cosa sono adesso?”. Gli sputa il cibo addosso e gli fa: “Sono un lancia cibo”. Non avrebbe dovuto darle l’iPhone con tutto “Animal House” dentro, dannazione. Per fortuna lui non se lo caga nessuno, tranne qualcuno, e lo vediamo tra poco.

Non se lo caga nessuno perché ci sono William e Kate, e William ha sempre avuto le cose migliori nella sua vita sin da piccolo. Le frasi migliori, i complimenti. “Ma come è bello William. Come assomiglia alla madre”. E al piccolo Harry non rimanevano che espressioni di circostanza: “Che bello è Harry”. E tutto. O la versione alternativa: “Harry è tutto suo padre”, e punto. Quindi tutti, a guardare gli sposi (ci mancherebbe altro), mentre Harry viene attaccato in ogni dove dai paggetti canaglie. O perfida Albione, a quali figli concedi i tuoi seni. Zitto, memore di quanto accaduto in questi 26 anni della sua vita, subisce e tace. Finché non passa il padre che l’accusa di voler rubare l’attenzione e gli tira un coppino.

E intanto Pippa sta nel tavolo vicino che guarda. Guarda e ride. E accanto a lei c’è anche Alexander Guy Rushworth Loudon, ex compagno di Harry a Eton, ex giocatore di cricket e uomo d’affari ma soprattutto fidanzato di Pippa. Guarda e ride pure lui. Prima rideva meno. Per tutta la cerimonia di nozze ha controllato le azioni del principino con un binocolo da teatro, di quelli che si reggono su un bastoncino. Harry, vedendolo, l’aveva scambiato per gay. Sbagliato. Il principino, sconfortato, si ricorda d’un colpo di essere un reale e decide di mantenere un low-profile, molto cool, molto british. Lui già si immaginava di stare vicino a lei, metterle una mano sulle ginocchia e poi dirle dolcemente nell’orecchio: “Tra cinque minuti al bagno”. L’avrebbe toccata dappertutto, e invece gli tocca star lì, al tavolo coi bimbi, a bere acqua minerale. Se va bene una Coca Cola. Se finiva a tavolo con la nonna si sarebbe rotto i coglioni, ma qualcosa rimediava ancora. Ma lì, niente vino o champagne per lui, adesso. Ma c’è tempo e il nostro uomo solo si rifarà, tra lo smafro e l’ingarro.

(Prosegue da qui)

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