A vedere la scritta Copyright Roberto Saviano /Agenzia Santachiara  anche sotto la lista delle dieci cose per cui vale la pena vivere, a me sono cadute le palle. M'è venuta una forte voglia di dire "Roberto, senti, adesso non è che c'è bisogno di guadagnare e far guadagnare soldi a te e ai tuoi editori anche nella lista della spesa. Insomma, non esagerare. Applicati e fai ciò che sai fare bene, ovvero scrivere libri. Ne avevi parlato, dico di quel romanzo sul traffico di cocaina, e io già speravo di leggere un romanzone di non-fiction, un romanzo docufiction, insomma qualcosa di corposo e organico. Invece ancora niente, solo raccolte di articoli per La Repubblica, l'Espresso, Nazione Indiana o i monologhi di "Vieni via con me". Basta con queste raccolte, sembri uno scrittore già finito".
Poi vedo il Tg1, e vedo Marta Herling, la nipote di Benedetto Croce che critica Saviano. Dice cose un po' diverse da quelle dette dallo scrittore, gli mette in bocca parole non sue. Guardo bene lo schermo, rivedo il simbolo del Tg1, e cerco di farmene una ragione. Poi leggo
il sempresialodato Malvino
, che va alla fonte prima che Saviano lo faccia pubblicamente da Enrico Mentana su La7, e segno un punto a favore di Saviano. Stavolta ti salvi ancora

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