Roba che potrebbe scatenare le invidie leghiste e rilanciare alla grande la corsa xenofoba. Prepariamoci.

Lo scrivevo qualche giorno fa alla fine di un post dedicato alle espulsioni di rom dalla Francia. Oggi arriva la conferma della mia previsione grazie a un'intervista rilasciata dal ministro dell'Interno italiano Roberto Maroni a il Corriere della Sera, in cui teorizza le espulsioni di cittadini comunitari:

la Francia non sta «facendo altro che copiare l’Italia». Semmai, dice, è arrivato il momento di fare un passo in più. Per arrivare dove, ministro? «Alla possibilità di espellere anche i cittadini comunitari». I comunitari? «Sì, espulsioni come per i clandestini, non rimpatri assistiti e volontari. Naturalmente solo per chi viola la direttiva che fissa i requisiti per chi vive in un altro Stato membro: reddito minimo, dimora adeguata e non essere a carico del sistema sociale del Paese che lo ospita. Molti rom sono comunitari ma non rispettano nessuno di questi requisiti».

D'altronde anche Daniele Sensi, qualche tempo fa, ci aveva visto lungo.
Intanto si teme che alcuni gruppi di rom fuggano dalla Francia fermandosi poi in Piemonte, segnala il Fatto quotidiano. Chissà quali saranno le azioni del leghista Roberto Cota.

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