Ieri sera, con degli amici, in un caffé di una località del litorale marchigiano, speravo che Francesco Cossiga rimanesse in vita ancora un po', per poterlo conoscere e avere la possibilità di venire a sapere qualche segreto della storia italiana, anche piccolino, che tanto lui chissà quanti ne aveva. Invece se n'è andato stamattina, lasciando tre o quattro lettere alle più losche personalità politiche dell'Italia del momento. L'insabbiamento continua.
Nonostante nell'ultimo periodo mi ispirasse quasi simpatia per la sua importanza, la sua vecchiaia, la sua esperienza e la sua simpatia mostrata in tv e in radio, voglio ricordarlo così, mentre descrive la maniera in cui reprimere le manifestazioni studentesche, pensare al poliziotto vestito da autonomo e armato di pistola, infiltrato in una manifestazione romana nel 1977, fotografato da Tano D'Amico, e pensare che Kossiga avesse ancora tanti "insegnamenti" da condividere.

Annunci