Fanno tendenza e suscitano interesse. Come una serie di romanzi con uno stesso protagonista al centro. I processi mediatici o “mediaticizzati” sembrano essere molto in voga in Italia come in Francia, con buona pace di chi si ritrova toccato o anche solo sfiorato dagli affari e giudica questo metodo come “giustizialista”, mentre potrebbe far tornare le cose a suo favore, in qualche modo. Perché è così che funziona in Francia, dove di giornalisti alla Travaglio&Co. non ce ne sono. Due sono le strategie
 

Informazioni da avvocati e spin-doctor – sostegno a linee difensive deboli

Scrive sul suo blog Pascale Robert-Diard, da otto anni cronista giudiziaria di “Le Monde”, a proposito delle rivelazioni e degli scoop giornalistici che avvengono nell'ambito di scandali economico-giudiziari:

Non c'è ormai un processo importante che, prima della sua apertura (quindi nelle vasi dell'inchiesta, ndt), non si giochi sui media. Ogni avvocato – e Metzner (Olivier, che è l'avvocato di Jerome Kerviel nell'affaire Société Générale, Dominique de Villepin nell'affaire Clearstream, dell'ex dittatore panamense Noriega recentemente condannato a Parigi per riciclaggio, e della figlia di Lilian Bettencourt, ereditiera dell'Oréal, Françoise Bettencourt-Meyers. Su Le Figaro Magazine e su Slate.fr ci sono due ritratti del legale, ndt) e adesso in prima fila tra quelli che collezionano da qualche mese gli affari più mediatici – prova legittimamente a vincere la battaglia dell'opinione per il suo cliente sperando che questa eserciti un'influenza sui giudici. I giornalisti sono dunque costantemente sollecitati a sposare le loro tesi e a farne un'eco sui loro rispettivi media. Questo è stato il caso del processo Clearstream, Fofana, Viguier o Kerviel, per non citare che i più recenti.
Ognuno di questi ha dato luogo a un'offensiva mediatica considerevole prima delle udienze. Le informazioni dettagliate hanno in effetti il merito di essere diffuse senza essere sottomesse immediatamente al contraddittorio del processo.

Questa strategia, la vittoria della battaglia d'opinione per far pressione sui giudici, viene particolarmente adottata dagli avvocati quando si trovano di fronte a casi difficilmente difendibili, sostiene Robert-Diard.
Qui potrei citare la sovraesposizione mediatica di Jerome Kerviel avvenuta qualche mese fa prima dell'inizio del suo processo, una strategia già ben analizzata da Rue89 il 3 maggio 2010. Questo sistema consiste nell'avere a proprio fianco, oltre a un buon avvocato, anche un buon consigliere della comunicazione che – oltre a piazzare interviste e informazioni esclusive – dà consigli sulla linea da seguire nel racconto e la maniera in cui raccontarsi. In pratica gli spin-doctors passano dal piano esclusivamene politico anche a quello giudiziario.

[Update]

Informazioni dai politici – depistaggi e difesa del potere

Che ci sia dietro una strategia ben definita lo notano in molti. Giornalisti ed esperti di comunicazione ne hanno parlato nella trasmissione di  "Arret sur images", trattandola a fondo l'affaire Bettencourt.

Qui Gérard Davet, giornalista di Lemonde.fr e collega della Robert-Diard, afferma che non c'è nessun problema ad avere degli estratti tagliati delle dichiarazioni (quelle degli interrogatori degli investigatori, contenute nei verbali ndt), cosa alquanto strana perché questi documenti non sarebbero pubblicabili in quanto protetti da segreto istruttorio. Invece alcuni frammenti, quelle utili ad alcune parti in gioco:

"due o tre ligne sono accessibili (…). Si tratta di un'intossicazione eccessiva, che si basa su dei fatti che sono falsi. Gli estratti del verbali sono veri, ma sono troncati. È una strategia di comunicazione dell'Eliseo molto precisa. Non è l'Eliseo che le fornisce"

Il presentatore sostiene che 1) o è la polizia; 2) o è il procuratore; 3) o è qualche ministro.
A ciò, Davet replica, come riprende Slate.fr che:

"le fonti non sono mai state così numerose e di facile accesso come questo giovedì mattina"

Viene citato un giornalista di France 2 che ha ricevuto un estratto da una fonte politica, ricevuta da "l'entourage di un ministro". Si tratta dell'estratto del verbale in cui la contabile di Liliane Bettencourt afferma che quanto scritto da Mediapart (il giornale on-line che segue dall'inizio la vicenda e che ha pubblicato le registrazioni ambientali effettuate dal maggiordomo della Bettencourt) è falso. Questa parte della dichiarazione è stata usata da lefigaro.fr e France2, media vicini al potere, per denigrare i media "accusatori" di Eric Woerth e Nicolas Sarkozy.

Puntualizza il presentatore che gli estratti che escono sono quelli favorevoli al potere.  Quindi, il potere – che potrebbe essere danneggiato dalle notizie dell'indagine – riesce a girare a proprio piacere le informazioni controllandole e lasciando passare solo quelle utili o meno dannose.

Annunci