Oggi, anniversario della presa della Bastiglia, me ne vado a fare un pic-nic lionese.
Nel frattempo segnalo – seguendo lo stile di Andrea Di Sorte,  che una
rivoluzione potrebbe avvenire nella dimore del re Sole24Ore contro il suo sovrano e un suo delfino.

Sono certo – perché me l'hanno confermato personalmente anche poche ore fa – che i colleghi del Comitato di Redazione condividono se non la forma, di certo ma la sostanza di quanto io ho espresso in merito al problema dei contenuti e del "new journalism" che sta prendendo piede. Un "new journalism" che consiste nel prendere un articolo del Washington Post, tradurlo (senza citarlo), tagliare qualche riga dove si parla delle sanzioni subite da un generale per le opinioni espresse in modo troppo rude, prendere queste opinioni (da Wikiquote, senza citare la fonte) e poi firmare il tutto e sbatterlo non solo sul nostro sito, ma anche – dopo – sul quotdiano. Un lavoro che a casa mia, in altri tempi, si sarebbe potuto definire "farsi inviato con le piume altrui".

Questa è parte di una lettera con cui il giornalista Nicola Borzi si dimette dal Comitato di Redazione criticando la direzione di Gianni Riotta, giornalista che non era piaciuto alla guida del Tg1 e che si è fatto rimpiangere solo quando è stato sostituito da Augusto Minzolini.Notizie che scompaiono, soprattutto quando danneggiano la proprietà, opinioni inutili e – soprattutto – Christian Rocca, almeno leggendo questo stralcio riportato.

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