Gli azzurri, appena eliminati dalla Coppa del Mondo dopo tre partite deludenti contro tre squadre mediocri, non fanno in tempo a tornare in Italia che devono sentirsi ancora un'altra critica da parte di un esponente leghista, Roberto Calderoli:

Purtroppo per Lippi, però, in nazionale non possono giocare gli immigrati di lusso dello sport e questi risultati ne sono la logica conseguenza. Ora, pensiamo a far giocare nelle nostre squadre di club i giocatori nostrani, i prodotti dei nostri vivai

Una frase che potevamo aspettarci, considerate che non sono mancate frecciate simili dopo la vittoria di campionato e Champions' League da parte dell'Inter(nazionale) quasi priva di giocatori italiani e considerate le sparate di Umberto Bossi in questi giorni. Fa parte del repertorio populista che si abbatta anche su un fenomeno nazional-popolare come il calcio.
Una cosa simile sta avvenendo pure in Francia,
come segnala Domenico Quirico su La Stampa. Addio al mito del "blanc-black-beur" e della nazionale vincente nel 1998 e nel 2000, quella squadra che esaltò il mito della squadra meticcia.
All'Eliseo ieri il presidente Nicolas Sarkozy avrebbe tenuto un meeting con vari esponenti del governo, il premier François Fillon, al ministro dello sport Roselyne Bachelot e al segretario di Stato allo Sport Rama Yade. Secondo Quirico, che riporta delle indiscrezioni, alcuni esponenti del partito dell'Ump avrebbero aggettivato pesantemente la squadra, rivolgendo parole pesanti contro i "black", i neri, definiti "les racailles" (stessa parola che Sarkozy utilizzò in banlieue prima degli émeutes dell'autunno 2005) e "les petits merdeux", confermato anche da
altre fonti di stampa
. Sotto la lente sarebbe finito il comportamento del trio Anelka-Evra-Gallas, da giocatori star troppo viziati e attaccati ai soldi. Probabilmente, se i kabili Zinedine Zidane e Karim Benzema fossero stati nella rosa, si sarebbero sentite critiche contro i "beurs", gli arabi (anche se i due non sono etnicamente arabi). Gli altri arabi francesi, Samir Nasri e Ben Arfa, non sono neanche stati convocati, magari perché Raymond Domenech ha dato ragione al ministro dell'interno Brice Hortefeux, che aveva affermato a proposito dei maghrebini che

C’è sempre bisogno di uno di loro. Quando ce n’è uno, va bene. E’ quando ce ne sono molti che ci sono dei problemi

Per questa frase il ministro dell'interno è stato condannato a 750 euro di multa per insulti raziali.

Un reportage di Le Monde segnala che negli ultimi giorni è stato fatto un avvicinamento tra l'attitudine altezzosa dei bleues e l'immagine negativa delle banlieues. Fadela Amara, sottosegretaria di Stato alla città, altra "kabyle" proveniente dalle periferie e abituata a lottare, ha affermato che:

"tutti condannano i quartieri popolari. Stiamo costruendo un'autostrada per il Front National

E infatti il Front National non si è fatto attendere. Marine Le Pen, figlia del fondato Jean-Marie e candidata alla successione del padre, nei giorni scorsi aveva già definito i giocatori francesi "pervertiti dai soldi", un po' come il caro vecchio Calderoli aveva chiesto di abbassare gli stipendi ai calciatori. Come riporta Courrier International, prima dei mondiali Marine Le Pen diceva di non riconoscersi troppo nella nazionale, sottointendendo che non la trovava abbastanza gallica. Il 3 giugno scorso, sulla tv Bfm e su Rmc, affermava precisamente che:

La maggior parte di quete persone considerano di essere le rappresentanti della Francia quando sono alla Coppa del Mondo, a volte si considerano come appartenenti a un'altra nazione o con il cuore appartenente a un'altra nazione (…). Se si comportassero correttamente, se si sentisse parlare di patriottismo dalla bocca di questi giocatori, se un certo numero di loro non si rifiutasse di cantare la Marsigliese, se non li vedessimo avvolti nelle bandiere di altre nazioni dalla nostra, forse le cose cambierebbero, ma a questo stato io confesso che non mi riconosco particolarmente in questa squadra

Si accoda il "filosofo" Alain Finkelkraut con frasi tipo: "Une bande voyous qui ne connaît comme morale que celle de la mafia", "onze petites frappes", "génération caillera" e via dicendo.
Come al solito, quando si vince, si dice sempre "abbiamo vinto". Poi, a perdere, sono sempre gli altri.


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