Che strano che l'ex medico di Umberto Bossi, Luciano Bresciani, assessore regionale lombardo alla Sanità, non voglia entrare nel merito della questione riguardante Comunione e Liberazione e la sanità lombarda, come si vede nell'inchiesta di Report (time code 4m 30s).
Quando uno non vuole parlare di qualcosa la dice già lunga. Se una cosa è "positiva" se ne parla tranquillamente. Se è negativa o "si entra nel merito" o non se ne parla proprio. Allora, a sentire Bresciani, sorge un primo dubbio: perché non vuole "entrare nel merito"?
L'impressione che il medico del Senatur dà è questa: "Non voglio/posso parlare. Non fatemi parlare perché se parlo ne dico tante".
Lo notavo guardando il servizio. E mi è tornato in mente oggi leggendo l'
articolo di Gianni Barbacetto su il Fatto: Bresciani ha sostituito l'ex assessore leghista Alessandro Cè, tolto dalla sua carica quando iniziava a porsi troppe domande sulla lobby e gli affari di CL e di Roberto Formigoni.

"Mi chiama Umberto Bossi e mi dice: Torna in Lombardia, ti mettiamo a controllare questo Formigoni. Io obbedisco. Dal 2005 faccio l’assessore alla Sanità. Sono medico, qualcosa capisco. Sapevo che avrei trovato le mani dei partiti sugli ospedali, ma così non me l’aspettavo: controllano tutto, si spartiscono tutto. E Comunione e liberazione la fa da padrona. Sollevo subito il problema, contando sull’appoggio del mio partito. Accuso direttamente Formigoni di controllare militarmente tutta la sanità lombarda. E lui mi toglie le deleghe. È il 30 agosto 2005. La mattina dopo vado a Radio Padania e parlo chiaro. Segue un braccio di ferro durato 40 giorni. Mi chiamano Roberto Calderoli, Roberto Maroni, Umberto Bossi: 'Cambia assessorato, vai al Territorio, non riusciamo più a coprirti. Io rispondo: Non ci penso nemmeno. Alla fine Formigoni mi restituisce le deleghe. Io preparo una riforma del sistema. Resisto fino alla primavera del 2007. Allora mi oppongo a un tentativo di privatizzare il 118, il sistema regionale di pronto soccorso. È la goccia che fa traboccare il vaso. Capisco che la Lega non mi sostiene più. Il 17 marzo do le dimissioni".

E così Cè entra in quella piccola schiera di persone sempre più deluse dalla Lega Nord. Persone che potrebbero spiegarci un po' di cose. Aspettiamo che anche Luciano Bresciani esca dal giro, così magari racconterà di quella notte brava in cui Umberto Bossi e …

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