Anyss Arbib. Questo ragazzo va tenuto d'occhio, perché ne farà di strada.
È balzato sulle prime pagine dei giornali, precisamente di Libération, per un fatto di cronaca: a fine novembre, dopo la partita Egitto-Algeria, fu vittima di un'
aggressione da parte della polizia.
Potrebbe essere la storia qualsiasi di un qualsiasi figlio dell'immigrazione e delle banlieue, dove la violenza è quotidiana. Invece lui è particolare.
Viene da Bondy, vicino Seine-Saint-Denis, ha studiato in una scuola classificato come ZEP (zone d’éducation prioritaire). Poi è riuscito ad arrivare a frequentare un liceo, e non una qualsiasi scuola tecnica come i suoi coetanei di banlieue, e infine è arrivato a studiare a Sciences-Po, puntando ancora più in alto: l'Ena!
Nell'autunno 2005, quando ci furono gli émeutes in banlieue, fu uno dei giovani ricevuti dall'allora primo ministro Dominique de Villepin a Matignon. Qui confessa a De Villepin le sue ambizioni, e il primo ministro gli chiede di esporre nel suo ufficio la foto da poco scattata insieme quando uscirà dall'Ena. Ora fa parte di un
club giovanile voluto da DdV.

Per l'aggressione subita, il 15 gennaio Anyss è passato davanti alla  Commission nationale de déontologie et de sécurité. Due ore di intervento davanti alla commissione, accostato da un senatore del Ps, Louis Mermaz, che potrà querelare la Cnds, cosa che un semplice cittadino non può fare.
Anyss non si è limitato a riportare quanto accaduto. Ha fatto una proposta per evitare "dérapage" delle forze dell'ordine durante le manifestazioni: la presenza di un magistrato che controlli la regolarità delle azioni, a cui un ipotetico cittadino vittima di un abuso in quel momento possa rivolgersi permettendo la raccolta di informazioni utili a punire chi ha ecceduto.

Fonte:
Libération
BondyBlog

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