almas pakistana rapita fanoEcco, si vede anche dalla catalogazione degli articoli della rassegna stampa della Camera la mentalità con cui si guarda ai problemi dovuti all’immigrazione.

Nei giorni scorsi una ragazzina di origine pakistana, affidata a una casa famiglia perché il padre era "molto conservatore" (ovvero reputava i suoi atteggiamenti e la sua integrazione come un problema della sua reputazione nella comunità di immigrati pakistani, e via dicendo), è stata rapita dai genitori (forse per un matrimonio combinato? Forse per riportarla semplicemente nel nucleo familiare dopo il respingimento del ricorso del padre).
Questo fatto di cronaca è avvenuto in Italia: perché metterlo negli "affari esteri". C’è di mezzo una vicenda diplomatica tra Italia e Pakistan? No! Allora perché metterlo in questa sezione?

La spiegazione è più o meno questa: spesso i problemi di immigrazione sono visti come fatti "estranei", non autoctoni. Quando l’immigrato non è un criminale (quindi competenza  del ministero dell’interno) ma è un lavoratore "normale", ci si immagina che sia in Italia solo di passaggio (cosa che spesso accade o che spesso si auspicano: fare un po’ di soldi e ripartire). Ma quando l’immigrato arriva con la famiglia al seguito, il rientro in patria si fa più difficile: una famiglia, specialmente i bambini, non sono isole monolitiche. Capita che i figli frequentino le nostre scuole acquisendo i valori e i modi di vivere dei coetanei. Si adattano più facilmente dei loro genitori, nonostante le difficoltà. Però le politiche d’integrazione non vengono affrontate perché c’è l’interesse di parti politiche a non integrare.

Così le ragazzine che vogliono farlo hanno problemi a casa e non trovano supporto fuori. Che tanto, sono "affari esteri".

Aggiornamento: ora hanno corretto e si trova nella sezione "attualità politica"

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