Quel belloccio del figlio del presidente Nicolas Sarkozy, Jean, si è ficcato in un pasticcio.
Da poco è stato nominato alla testa dell’Epad, Etablissement public d’aménagement dela Défense, ente pubblico che controlla il quartiere parigino con 2500 imprese e 150 mila impiegati, l’equivalente della City a Londra.
Si tratta di una carica amministrativa per la quale non è previsto un compenso.
Tuttavia da giorni oppositori di Sarkozy e giornali continuano a battere il ferro sulla questione del nepotismo. Oui, perché quello che stupisce di più è il fatto che il rampollo presidenziale abbia solo 23 anni e un "baccalauréat littéraire", una sorta di maturità classica, e nonostante ciò è entrato in un ente pubblico, proprio quando Sarkozy parlava di merito e competenza rivolgendosi agli studenti.

Jean è iscritto alla Sorbona, dove studia diritto. Alla sua età dovrebbe essere al quinto anno, eppure è fermo al secondo anno, eppure lui è fermo al secondo da almeno tre anni. Come scrive Rue89:

  • Juin 2004 : bac L au lycée Pasteur de Neuilly (obtenu).
  • Septembre 2004 : hypokhâgne au lycée Henri-IV à Paris (abandon).
  • Septembre 2005 : prépa ENS Cachan au lycée Turgot à Paris (échec).
  • Septembre 2006 : première année de droit à Nanterre puis à Paris I (obtenue).
  • Septembre 2007 : première deuxième année de droit (rate les exams).
  • Septembre 2008 : deuxième deuxième année de droit (ne passe pas les exams).
  • Septembre 2009 : troisième deuxième année de droit (en cours).

Dopo la maturità si è iscritto all’ hypokhâgne, una "classe préparatoire" per i test d’ingresso delle "grandes écoles" e l’ha abbandonato. Si è poi iscritto alla "prépa" (quasi la stessa cosa) per l’Ecole nationale supérieure di Cachan, e ha fallito.
Decide quindi di abbandonare i progetti delle "grandes écoles" e si iscrive alla facoltà di diritto prima a Nanterre e poi a Paris I, e passa.
Al secondo anno non passa gli esami, sarà forse per l’impegno in politica prima per sostenere l’ex portaparola di suo padre, David Martinon, come sindaco di Neuilly (che, ricordo, poi tradisce per il rivale dello stesso partito). L’anno successivo si candida come consigliere del cantone Neuilly Sud nel consiglio generale del dipartimento Hauts-de-Seine, il "feudo" di famiglia, e vince e lasciare perdere un po’ l’università. Così quest’anno si trova ancora là, al secondo anno di diritto, con una carica politica e una amministrativa.

Riflettendoci, a me ricorda qualcosa.
A Rue89 ricorda Silvio Berlusconi e i suoi figli, ma a me sembra un paragone azzardato, considerato che hanno cariche nelle imprese "di famiglia" e non in enti pubblici. Piuttosto, questo è più simile al caso di Renzo "la trota" Bossi, di cui in Italia si è tanto parlato ma non abbastanza. Ricordiamo un po’.

Innanzittutto, è figlio di Umberto Bossi, leader della Lega Nord, quella che si batte contro il malcostume romano e meridionale, quello che nel 2004 faceva assumere il fratello Franco e il figlio primogenito Riccardo al Parlamento europeo con la qualifica di assistenti accreditati (e tranquilli, Gian Antonio Stella, in quell’articolo linkato, specificava le scarsissime qualificazioni professionali dei due).

Renzo è da poco entrato in un ente, Osservatorio sulle Fiere Lombarde, per  ”tutelare le piccole medie imprese" in vista dell’Expo 2015.
Certo, specificano Davide Boni e Roberto Cota, Renzo Bossi non percepirà un euro, ma lo scandalo resta: un figlio di papà che per tre volte non ha passato la maturità, viene scelto come membro di un organo (politico) perché figlio del leader. Alla faccia della lotta al malcostume.

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