Dall’Ansa Med

PARIGI – Una tenda spessa e colorata riazzera in Francia tutti i dibattiti sull’integrazione e la laicita’. E’ quella appesa in un negozio di parrucchiere unisex a Suresnes, alla periferia di Parigi, ”per proteggere l’intimita’ della donna musulmana”, vale a dire dagli occhi indiscreti del maschio che si fa fare barba e capelli dall’altra parte del salone. ”Sala riservata alla donna velata”, si legge sui depliant pubblicitari del salone Marrakech, al piano terra di un edificio popolare, per la ”donna velata che non vuole che gli uomini la guardino, c’e’ un angolo tutto per lei”. Quattro poltrone sono installate in questo angolo che occupa la meta’ del salone dove le musulmane possono togliersi il velo per sottoporsi alle esperte mani di parrucchiere, stampiste e tecniche del colore, ovviamente di sesso femminile. Il proprietario che ha rilevato il negozio l’estate scorsa e non vuole che il suo nome sia reso pubblico, afferma imbarazzato che l’idea risale alla gestione precedente, anche se il suo nuovo numero di telefono figura nei nuovi depliant. Al Comune di Suresnes cadono tutti dalle nuvole, solo ieri hanno appreso dell’esistenza del Salone per donne velate scoperto dal quotidiano Le Parisien, e al Consiglio nazionale dei parrucchieri, principale sindacato della categoria, trovano l’iniziativa quanto meno sorprendente. ”Mentre si parla di integrazione e dopo tutto il dibattito sulla laicita’, e’ davvero incredibile”, dichiara la segretaria generale Miche’le Duval, ”ma dopotutto ciascuno e’ libero di proporre le formule che vuole, e poi forse si tratta semplicemente di una trovata per attirare un certo tipo di pubblico in questo momento di crisi”. Parere simile e’ espresso da Abdel Ghani, presidente del Coordinamento Islam e Societa’, per il quale si tratta ”della legge della domanda e dell’offerta”. Se la trovata piacera’ ai mariti musulmani piu’ rigidi che vi troveranno una garanzia per l’integrita’ morale della moglie, essa sembra preoccupare invece i francesi di origine straniera come quelli dell’associazione Zy’va di Nanterre: ”lottiamo contro la discriminazione e al tempo stesso ci discriminiamo tra di noi”, afferma irritato il suo presidente Hafid Ramouni, scioccato da certi ”comportamenti asociali in un paese laico” tra cui cita le piscine per sole donne. (ANSAmed).
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